NELLE LIBRERIE “FICHI DI MARZO”

UN ALTRO SUCCESSO EDITORIALE PER LA GIOVANE ABRUZZESE KRISTINE MARIA RAPINO

Viene da una gavetta piuttosto lunga. Kristine Maria Rapino ha iniziato a partecipare ai concorsi letterari a tredici anni, ma all’epoca scriveva anche poesie, passando al racconto, nel quale si sentiva più a suo agio.” Il mio primo romanzo – ci dice l’autrice- l’ho scritto a ventitré anni, e devo dire che grazie a questo non sono mancate anche importanti soddisfazioni, come la finale regionale del premio RAI “La Giara” e la partecipazione al programma televisivo Masterpiece. Tuttavia, avvertivo che mancava qualcosa. In quel periodo scrivevo commedie pure”.

Anni fa la svolta.

“Con il premio letterario per racconti dedicato a Sándor Márai- ci dice Kristine- che ho vinto, pur provando a cambiare genere e registro. Il presidente di giuria era Maurizio De Giovanni. Fu lui a dirmi che avrei dovuto scrivere un romanzo con quello stile. Per questo, a distanza di anni, quando gli ho annunciato la pubblicazione, è stato felice di scrivermi il blurb, la fascetta. Lui ha creduto in me fin dall’inizio, così come ci hanno creduto Giulio Mozzi e altri scrittori che mi hanno sempre sostenuto. Sono davvero grata a tutti loro.

Fondamentale per lei la famiglia.

“Certamente -conclude l’autrice- fondamentale l’aiuto e il sostegno della mia famiglia, i miei nonni, mio fratello e i miei genitori, che mi hanno sempre accompagnato ovunque in giro per l’Italia quando da adolescente andavo a ritirare i premi e ne approfittavamo per conoscere nuove città. Così come ora è importante la persona che mi è accanto, mio marito, che spesso si trova pazientemente a dispensare pareri mentre progetto una trama. La famiglia per me è tutto. Questo libro nasce da lei, ed è dedicato a lei”.