PERICOLOSA DERIVA AL PRONTO SOCCORSO DI PESCARA – ALBANI SI ARRENDE

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SITUAZIONE GRAVE MA NON SERIA: CHISSA’ CHE NE PENSA LA PROCURA?

“Parafrasando Ennio Flaiano, si potrebbe dire che la situazione di default del Pronto Soccorso del nosocomio civile pescarese è “sì grave…ma non seria!”

Il direttore Albani a più riprese alza le mani ed addirittura invita ad andare altrove. Al di là del rispetto dovuto al direttore ed alla sua onestà professionale, siamo su “Scherzi a Parte? La Procura che ne pensa?”

Così Donato Fioriti, componente CRUC Regione Abruzzo e Presidente ass . consumatori “Contribuenti Abruzzo”

“Le gravi criticità della struttura – evidenzia Fioriti- sono state segnalate, da noi, come da altri, da anni e non hanno mai avuto risposta. Al contempo, in pompa magna, si è inaugurato il nuovo pronto soccorso, ponendo sotto il tappeto la “polvere” (alias problemi). Ad esempio: la carenza di personale medico e paramedico , l’attività non ambita professionalmente, la mancanza di incentivi lavorativi verso questo reparto, che dovrebbe essere il biglietto da visita del Santo Spirito, per non parlare della carenza a livello informativo per i familiari dei pazienti (davvero al nosocomio pescarese vengono comunicate puntualmente al familiare di riferimento le notizie cliniche, almeno una volta al giorno, e nel caso di ogni aggravamento sostanziale ed imprevisto?)

“ Il paziente che si reca in pronto soccorso – aggiunge Fioriti- ha bisogno di cure adeguate e tempestive, al fine di evitare che la sua condizione peggiori. Danni evitabili si possono sicuramente verificare proprio se non è trattato rapidamente. La disorganizzazione ospedaliera e gli eccessivi carichi di lavoro non aiutano di certo in questo il personale sanitario”.

“Il direttore Albani ha lanciato più volte alto il grido di allarme- continua il presidente- e la parte direzionale alla guida della Asl che fa? Non è possibile indirizzare ordini di servizio per coprire i buchi di organico e dar vita a bandi di concorso in grado di incentivare economicamente una destinazione non presa in considerazione?”

“Se il servizio – conclude Donato Fioriti, presidente dell’associazione consumatori “Contribuenti Abruzzo”- non viene reso in un tempo accettabile all’utenza, oltre a quanto anzidetto, “de facto” la struttura non sembra assolvere al suo compito, con quel che ne consegue.