AL COLLASSO IL SISTEMA RICETTIVO, UN PALLIATIVO IL RISTORO

“La situazione è sempre piu’ drammatica e spinge inesorabilmente le strutture ricettive verso il baratro. Oltre il 90% degli Hotels della nostra regione sono stati costretti alla chiusura e sicuramente gli ultimi divieti proclamati nel DPCM di dicembre costringeranno coloro che avevano intenzione di programmare un Natale ed un capodanno lavorativo nel pieno rispetto delle norme anti-condagio a soprassedere”.

Così Adriano Tocco, vice presidente Consorzio Grandi Alberghi di Montesilvano e consigliere comunale con delega al Pala Dean Martin

“Non comprendiamo -aggiunge Tocco – ,poi, quale senso abbia la decisione di costringere gli ospiti degli alberghi a consumare la cena di fine anno in camera. Non era piu’ logico riservare la cena alle solo persone alloggiate visto che le stesse , comunque, la mattina del primo gennaio dovranno consumare la colazione nella stessa sala ristorante che per la sera del cenone è stata, invece, off-limits??”

“La possibilità di poter effettuare pacchetti per brevi soggiorni nel pieno rispetto delle regole è purtroppo sfumata definitivamente – chiosa Adriano Tocco- , con il divieto di varcare i confini delle regioni e dei comuni: questo ha in effetti il sapore di una burla. Gli alberghi possono restare aperti… ma i clienti vengono chiusi in casa: non voglio pensare che sia un escamotage per risparmiare sui ristori !.”

“ Non si è capito – prosegue Tocco – che c’era la possibilità di immettere un po’ di liquidità nelle casse delle Aziende alberghiere che , con il ristoro totalmente inadeguato, non sono qui in grado di reggere i costi fissi che comunque continuano a correre. Mi chiedo perché in tutti i decreti economi emanati , ad esempio, non si siano mai toccati i costi fissi delle bollette elettriche, cioe’ addizionale accise, costi di trasporto sistema ed iva che in una bolletta rappresentano circa il 70%.”

“La struttura alberghiera- riprende – durante questo lungo periodo di “inattivita indotta” continua a dover sopportare una serie di balzelli e tasse che , purtroppo, non vengono annullate, solo prorogata la loro scadenza”.

“Gli imprenditori – conclude Adriano Tocco – sentono il peso e la responsabilità morale verso i propri collaboratori e dipendenti , che non ricevono con regolarità la cassa integrazione. Loro sono la vera forza dell’impresa alberghiera; le fondamenta delle aziende stesse sono rappresentate dall’elemento umano, dai collaboratori e dipendenti che devono essere tutelati e ricevere nei tempi certi quanto dovuto, per una dignità umana irrinunciabile.